|
IL PROGETTO “CARTA DEI POPOLI ARTICI”
Il Progetto Carta dei Popoli Artici è stato coordinato da Gianluca Frinchillucci, ex Direttore dell’Istituto Geografico Polare “Silvio Zavatti” di Fermo, in collaborazione con il CNR-Polarnet ed il Comune di Fermo. E’ stato presentato al mondo scientifico in occasione del Meeting Artico “L’Italia verso il Polo Nord: il Progetto Carta dei Popoli Artici”, svoltosi Fermo nel dicembre 2003. Si tratta di un Progetto di ricerca nelle aree polari artiche e subartiche, inteso a definire il profilo culturale e antropologico delle popolazioni ivi stanziate, col fine ultimo di difendere le culture tradizionali ancora sussistenti e di creare rapporti di cooperazione a sostegno delle comunità locali, stabilendo altresì un rapporto continuo di interscambio culturale. Proposto alla Commissione scientifica dell’ I.P.Y. (International Polar Year) 2007-2008, è stato approvato quale unico progetto italiano impegnato con i propri studi nei territori artici. Il Progetto, della durata minima di tre anni, deriva il proprio nome dalla volontà dei ricercatori di realizzare una «carta» che delinei l’attuale quadro socio-culturale del territorio, individuando i limiti spaziali delle varie etnie, la distribuzione dei gruppi linguistici, il fattore demografico, la religione praticata, le attività tradizionali di sostentamento. Una carta così strutturata, corredata di schede sintetiche per una rapida individuazione delle diverse etnie, costituirebbe un valido strumento orientativo per la pianificazione di eventuali interventi mirati di ricerca sul campo (studi etnografici, etnoreligiosi, sociologici, etc…). Il lavoro procede su due fronti: la ricerca d’archivio, con la raccolta di dati bibliografici, manufatti artistici, documenti cartacei e non, e la ricerca sul campo, con spedizioni nei territori oggetto di studio allo scopo di stabilire solidi contatti con la popolazione, fermamente convinti che solo una continuità di rapporti e una condivisione umana forte diano la possibilità di conoscere veramente un popolo e di poter quindi intervenire a suo sostegno. In particolare le ricerche si concentrano nel distretto di Ammassalik, ubicato nella parte orientale della Groenlandia. Frinchillucci e la sua equipe hanno raggiunto quest’area con le spedizioni del marzo 2002 e settembre 2003, avviando in tal modo i primi contatti con la popolazione Inuit, contatti che verranno incrementati con altre spedizioni programmate per l’estate 2005. Si è scelto di intervenire in quest’area sia per comparazione con la spedizione che Silvio Zavatti, fondatore dell’istituto, realizzò nel settembre del 1963 sia in considerazione della grave situazione sociale, troppo spesso ignorata o taciuta, in cui vivono i groenlandesi di Ammassalik. La consapevolezza di non avere più la possibilità di vivere secondo la propria tradizione autentica e, nello stesso tempo, di non potersi adeguare ai ritmi della civiltà occidentale, ha avviato un pericoloso processo di autoestinzione che vede nel suicidio e nell’alcolismo due piaghe purtroppo molto diffuse. L’aspetto più preoccupante è che, nonostante la gravità della situazione, questa gente vive ancora circondata dall’indifferenza generale. Il Progetto si dedica dunque con particolare attenzione alle problematiche sociali e dell’educazione scolastica, prendendo in esame anche la questione linguistica attraverso un questionario elaborato dal CISAI (Centro Interdipartimentale di Studi sull’America Indigena) dell’Università di Siena e distribuito ad un campione di groenlandesi del villaggio di Isertoq. La raccolta sul campo dei dati, successivamente informatizzati creando un database ed un sito internet, sarà utile anche per effettuare una comparazione etnostorica, avendo come fonte di riferimento privilegiata le informazioni raccolte da Silvio Zavatti nel corso delle spedizioni condotte negli anni Sessanta del secolo scorso. Inoltre, attraverso metodologie di antropologia visuale, si intende realizzare reportages, creare un archivio videofotografico nonché produrre materiale divulgativo cartaceo e multimediale per far conoscere le popolazioni dell’Artico e far prendere coscienza di una realtà culturale che ancora sopravvive. Col medesimo scopo i collaboratori del Progetto curano particolarmente i rapporti con le scuole, a cui vengono proposti laboratori didattici, visione di filmati, scambi di disegni con i bambini Inuit nonché conferenze e incontri appositamente pensati per gli insegnanti.
|