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Nato a Forlì il 10
novembre 1917, morto in Ancona il 13 maggio 1985.
Capitano di lungo corso per due anni su una nave inglese e lì, ventenne,
incontra il primo iceberg, desiderando di conoscere e studiare da vicino
l'ambiente polare. Partecipa al secondo conflitto mondiale come addetto
all'ascolto in lingua inglese a Potenza Picena, nelle Marche, poi nella
guerra di liberazione. Dopo il conflitto mondiale, è il primo vicesindaco di
Forlì. Nel 1944 fonda l'Istituto Geografico Polare e la rivista "Il Polo".
Nei primi anni di vita dell'Istituto, promuove spedizioni in Groenlandia e
in Antartide. Nel 1958 elabora un ambizioso programma per la costruzione di
una base scientifica italiana nella Terra della Regina Maud (settore
antartico norvegese). Nello stesso anno del Congresso Internazionale di
Geofisica (1959), approda nell'isola periantartica di Bouvet, tentando di
costituire la prima base antartica italiana. La prima fase della ricerca
doveva indicare la possibilità effettiva di istituirvi una base scientifica
permanente italiana. Tale possibilità fu
riscontrata,
ma la mancanza di mezzi finanziari impedì la realizzazione della seconda
fase del progetto. Nel 1958 pubblica l'Atlante Geografico Polare, vincendo
il premio del CNR, Fondazione Vacchelli. Al 1961 risale la sua prima
esperienza con gli eschimesi: è a Rankin Inlet nell'Artide canadese. Compie
ricerche sugli usi e costumi, sui loro giochi di cordicelle, sui canti e
sulle danze. Inizia la sua battaglia come paladino del popolo dei ghiacci.
L'incontro con questa popolazione arricchirà la sua vita e la cambierà
inesorabilmente. Nel 1962 è con Walter Minestrini e Vladimiro Riccobelli in
Lapponia, tra il popolo dei Sami. Ove studia l'ergologia dei Sami (Lapponi)
nomadi e raccoglie molto materiale. Nel 1963 è in Groenlandia orientale, nel
distretto di Angmagssalik. La spedizione fece ricerche di psicologia, studiò
le danze, l'arte, i canti, l'ordinamento scolastico e l'ecologia umana. Nel
1967 e nel 1969 fu di nuovo nell'Artide canadese. Il primo anno nel
villaggio di Rankin Inlet, già visitato nel 1961, il secondo anno a Repulse
Bay. A Rankin Inlet furono completate le ricerche iniziate nel 1961 e furono
girati due documentari a colori sulla vita nella tundra e sul gioco di
cordicelle. A Repulse Bay oltre alle ricerche etnografiche, furono fatte
osservazioni topografiche che portarono alla correzione di molti errori
esistenti nelle carte canadesi e furono studiati i resti di Forte Hope,
costruito nel 1846 dall'esploratore inglese John Rae. Con la spedizione a
Repulse Bay finiscono le avventure di Zavatti come esploratore. Nel 1971
egli scrive un appassionato articolo sulla nazione inuit. Successivamente,
nel 1976, gli Inuit dell'Artide canadese rivendicano la loro autonomia dal
Governo canadese. Quattordici anni dopo la sua morte, gli Inuit realizzano
il loro sogno creando il territorio del Nunavut, in Inuktitut "la Nostra
Terra". Tornato dalla sua ultima spedizione, con il materiale raccolto, apre
il Museo Polare a Civitanova Marche, sua città di residenza, ove, nel 1970,
organizza il Congresso Internazionale Polare, mentre nel 1983 è relatore a
quello di Parigi.
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